IL VIAGGIO DI PENELOPE
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Una immaginaria intervista alla più famosa delle Donne nella storia coglie di sorpresa l’intervistatrice e la sua “aiutante”: il suo femminile. Un viaggio immaginario nel quale ogni donna (ma anche ogni uomo)si riconosce e si riconoscerà.
Un gioco di interazioni reali o quasi che fanno entrare nella storia fino a sentirsene protagonisti.
Ripercorrendo l’Odissea cosa si può scoprire di nuovo, ci si potrebbe chiedere. Eppure di novità se ne incontrano davvero tante scorrendo le pagine che lasciano con il fiato sospeso fino alla fine.
Tre donne a confronto (quasi come fossero tre generazioni) che si interrogano sulle RELAZIONI UMANE e non solo quelle di coppia, fino a creare UNA MAPPA DI COMUNICAZIONE RELAZIONALE.
L’assedio, le paure, viaggi che si intersecano dove tutti (ma proprio tutti) diventano personaggi protagonisti, per scoprire insieme come si fa a vivere dentro alle trame della vita, divenendo protagonisti del gioco delle parti, imparando a riconoscere i bisogni di tutti e farli diventare i punti di forza per corrette relazioni. Il fine: non rimanere incastrati nell’assedio delle mille incombenze.
TUTTO è in RELAZIONE e Penelope ne diventa maestra.
Penelope si rinnova ed esce dopo 18 anni con una riedizione piena di altri scoop (capitoli inediti) ed un finale che nessuno si potrebbe mai aspettare.
Già non mi piacevate prima
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percorso irriverente guidato per chi non si riconosce in questo mondo
Un manuale pratico per mettere in odine le relazioni umane che quotidianamente siamo chiamati a vivere.
Dopo aver tanto viaggiato, osservato, scrutato finalmente, l’illuminazione!
Tutto ciò che ho cercato, scoperto rivelato, serviva a ME!
A proteggermi, a tutelare la mia unicità, a salvare quel “dato” univoco che sin dalla mia nascita ho sentito significativo.
Tolti tutti gli orpelli, dunque, al nudo di ogni svolta, scelta, progetto riuscito o fallito, ciò che rimane è solo ed esclusivamente ME.
Sono nata già “stupita” di una realtà in cui con fatica ho cercato di calarmi, con scarsi risultati però.
Si, per carità, mica sono qui a negare che non abbia avuto successi e soddisfazioni… tutt’altro.
Parlo di altri tipi di risultati, parlo di APPARTENENZA, di ADEGUATEZZA.
Mi sono sempre sentita un “pesce su una bicicletta”, costretta a fare dentro una serie infinita di costrizioni e “si è sempre fatto così”.
Poi a salvarmi sono corsi tutti i miei talenti ed essi mi hanno aperto un’altra via, una vera e propria “altra dimensione”.
